SIC

I SIC (Siti di Importanza Comunitaria) costituiscono la Rete Natura 2000,  il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. L’ Ente Parco Paleontologico Astigiano è incaricato anche della gestione  quattro SIC.


STAGNI DI BELANGERO (ASTI)

Comuni interessati: Asti, Isola d’Asti, Revigliasco d’Asti
Superficie (ha): 573
SIC IT1170003

Gli Stagni di Belangero sono situati pochi chilometri a sud dalla città di Asti su una porzione della pianura alluvionale in destra idrografica del fiume Tanaro. La favorevole morfologia della piana del Tanaro e la natura del substrato hanno incentivato da sempre lo sviluppo delle attività agricole che, nel tempo, si sono espanse sempre di più sul territorio. La superficie del sito non fa eccezione e risulta destinata a pioppeti e seminativi per più della sua metà; gli ambienti naturali, o meglio semi-naturali, sono rappresentati da una fascia di greto e da una zona di boscaglie riparie di estensione abbastanza ridotta e in parte impoveriti e alterati dalla presenza di vegetazione alloctona o banale. L’attività estrattiva passata ha dato origine ad un mosaico di specchi d’acqua che col tempo sono stati parzialmente rinaturalizzati dalla vegetazione, dando origine a piccole zone umide, gli stagni di Belangero, che ospitano una discreta biodiversità faunistica e vegetale. Oggi parte di questi stagni sono oggetto di tutela dell’oasi WWF “La Bula”, il cui fine è il ripristino di nuovi ecosistemi naturali, degradati, compromessi o completamente cancellati dalle passate attività antropiche.


VALMANERA

Comuni interessati: Asti, Castell’Alfero, Chiusano d’Asti, Cossombrato, Villa San Secondo
Superficie (ha): 1.959
SIC IT1170002

Il sito, collocato a pochi chilometri a nord della città di Asti, si colloca sui rilievi collinari del Monferrato ad un’altitudine compresa tra i 150 e i 250 metri di altezza. La morfologia è fortemente influenzata dalla presenza di un substrato sabbioso, la cui erosione genera dossi arrotondati e, negli impluvi, piccole vallecole percorse da brevi rii incassati e ombrosi. In contrasto col tipico paesaggio monferrino, in generale estesamente disboscato e coltivato, qui il territorio risulta ampiamente ricoperto dalla vegetazione forestale. Essa è costituita, in netta prevalenza, da robinieti e da castagneti e, in misura minore, da querceti di rovere (Quercus petraea) e da querco-carpineti, cenosi molto più importanti dal punto di vista naturalistico. La particolare geomorfologia ha impedito da sempre l’utilizzo completo del territorio a fini agrari se non lungo i fondivalle principali, ove si alternano coltivi e pioppeti.


VERNETO DI ROCCHETTA TANARO

Comuni interessati: Rocchetta Tanaro
Superficie (ha): 38
SIC IT1170005

Il sito è posto a est dell’abitato di Rocchetta Tanaro, a ridosso dei rilievi collinari del Monferrato prospicenti l’ampia piana alluvionale del Tanaro e, in parte, su una lanca abbandonata del fiume di cui è nota l’esistenza a partire dal 1200. L’istituzione del SIC è legata principalmente alla presenza del “verneto”, ovvero il bosco di “verne”, nome dialettale che identifica l’ontano nero (Alnus glutinosa). Il “verneto” è qui praticamente puro e, nonostante le sue ridotte dimensioni, costituisce un valido esempio dell’antica vegetazione delle aree allagate della pianura, altrove soppiantata dalle trasformazoni agrarie. La sua presenza è garantita dalla falda acquifera affiorante per diversi mesi l’anno, che assicura l’umidità del substrato anche durante il periodo estivo. Solo sulle aree più rilevate, quindi più asciutte, il manto boschivo assume caratteristiche più mesofile mutando in un robinieto, con esemplari di farnia (Quercus robur), aceri e olmi campestri (Ulmus campestris).


ROCCHETTA TANARO

Comuni interessati: Rocchetta Tanaro
Superficie (ha): 126
SIC IT1170001

Il Sito è coincidente con il Parco Naturale omonimo, istituito nel 1980. E’ caratterizzato da oltre 120 ettari di bosco che si estendono su una zona collinare digradante verso il Tanaro. Il grande valore naturalistico è rappresentato dal patrimonio boschivo composto da boschi cedui di castagno e robinia e da boschi d’alto fusto, in cui prevale il querceto misto di rovere o di farnia. Il primo predilige le scarpate e i ripiani centrali, il secondo gli avvallamenti e i ripiani bassi. Alla rovere si associano la roverella, il cerro  il ciliegio, l’olmo  l’acero, l’orniello.
Di rilievo è la presenza del faggio (tra cui un esemplare di circa centocinquanta anni), residuo delle faggete diffuse su tutta la zona al termine dell’ultimo periodo glaciale. Nel sottobosco si trovano il nocciolo, l’orniello, il carpino, il biancospino e il ciavardello. Oltre 100 le varietà di erbe e fiori: dall’elegante orchidea purpurea al delicati mughetti, dalle primule al giglio rosso. Il bosco è l’habitat ideale per numerose specie faunistiche di mammiferi, anfibi, rettili, insetti. Particolarmente ricca è l’avifauna: sono state censite 40 specie di uccelli nidificanti, tra cui il picchio verde e il picchio rosso minore, il luì verde, il regolo, la ghiandaia, l’allocco e il raro picchio nero.