Riserva Naturale della Val Sarmassa

Vigneti

La cornice panoramica

Istituita con legge della Regione Piemonte nel 1993, la Riserva regala scorci paesaggistici di grande suggestione, colline coperte prevalentemente da boschi che si susseguono lasciando di tanto in tanto spazio a prati, campi e vigneti. Un ambiente incontaminato dove è possibile scoprire un ricco patrimonio di specie floro-faunistiche.
Sulle dorsali delle colline più ripide le robinie hanno sostituito le viti. Restano i terrazzamenti a testimoniare il lavoro contadino di un’epoca in cui l’economia di queste terre era basata esclusivamente sull’agricoltura. Tra i robinieti si alternano roveri, frassini, carpini, noccioli.

Il diffondersi del territorio boschivo ha modificato e ampliato l’ecosistema faunistico: dai numerosi mammiferi (scoiattoli, moscardini, lepri, volpi, ricci) che vivono nel sottobosco agli anfibi e alle libellule che trovano il loro ambiente ideale nelle acque stagnanti del Lago Blu. Molte sono anche le specie dell’avifauna: il picchio, l’upupa, la cinciallegra, la ghiandaia, il gruccione.

Dal punto di vista geologico l’area si inserisce nel Bacino Pliocenico Astiano. Numerosi sono gli affioramenti di sabbie e argille ricche di ritrovamenti paleontologici: conchiglie di molluschi, resti di mammiferi marini. Agli aspetti naturalistici di questo territorio si affiancano testimonianze storiche e culturali che hanno origini molto lontane nel tempo (già abitata dall’uomo preistorico, popolata dalla tribù dei Sarmati da cui deriva il nome della valle, in epoca medioevale feudo degli Scarampi, degli Incisa e dei Crova).

La Riserva dispone di un percorso ginnico guidato e racchiude uno scrigno verde speciale: il Giardino delle Erbe Aromatiche, nato dalle informazioni raccolte dalla giornalista e scrittrice astigiana Laura Nosenzo sulla base dei racconti di Giovanni “Gim” Giolito, esperto e appassionato conoscitore della Val Sarmassa, di erbe aromatiche e alberi (ha piantato oltre ventimila germogli, soprattutto di quercia, a cavallo tra il Sud Astigiano e la Liguria).
La Val Sarmassa, infine, è stata fonte di ispirazione del giornalista e scrittore del dopoguerra Davide Lajolo, nativo di Vinchio, che ha narrato queste terre nelle sue opere letterarie.

Il Parco Paleontologico Astigiano assicura visite guidate su prenotazione, svolte dai guardiaparco o da guide naturalistiche abilitate. Info e prenotazioni: 0141/592091; enteparchi@parchiastigiani.it


  • Superficie  (ha): 232,44
  • Comuni: Incisa Scapaccino, Vaglio Serra, Vinchio
  • Istituzione: 1993
  • Logo: il ramarro
  • Distanza da Asti: 30 km
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