L’attuale allestimento temporaneo del Museo  descrive i più importanti eventi geo-paleontologici degli ultimi 25 milioni di anni, compresi tra il Miocene ed il Pliocene, con una carrellata sui principali organismi, soprattutto molluschi, che caratterizzavano gli ambienti passati.
I reperti più significativi – alcuni unici al mondo –  sono i resti scheletrici fossili di cetacei astigiani, sia misticeti (balene) che odontoceti (delfini), risalenti all’epoca pliocenica (tra 5,3 e 1,8 milioni di anni fa) quando tutta la Pianura Padana era occupata dal mare. Al termine del percorso espositivo un piccolo ma affascinante acquario riproduce, con po’ di fantasia, l’ecosistema sub-tropicale del mare padano di 25 milioni di anni fa.
Il Museo è ospitato nel “Palazzo del Michelerio”, in origine un monastero risalente alla metà del secolo XVI e attualmente di prorietà dell’Agenzia Territoriale per la Casa Piemonte Sud.
Per completare il percorso museale è sufficiente un’ora circa. Consigliata la visita guidata

Collezioni

 

Il museo possiede una collezione paleontologica di rilievo composta, oltre che dai reperti esposti, da oltre 14.000 campioni fossili di proprietà statale e di provenienza astigiana. Questi sono visibili all’interno delle cassettiere museali di raccolta su richiesta specifica. La collezione è suddivisa per località di provenienza e offre un quadro completo del patrimonio paleontologico del territorio astigiano.
A questi si aggiungono i reperti di campagne di scavo e d’interventi di recupero specifici, soprattutto alcuni resti scheletrici di mammiferi marini.
I campioni in deposito appartengono in prevalenza all’epoca pliocenica.
Di assoluto rilievo è la collezione completa dei cetacei fossili dell’astigiano ritrovati negli ultimi 55 anni in Piemonte, una delle più importanti d’Italia. Tra gli esemplari più rilevanti si possono citare:la Balenottera di Valmontasca (Vigliano d’Asti) (Balaenoptera acutorostrata cuvierii)
la Balena di S. Marzanotto d’Asti (Tersilla)
la Balena di Chiusano d’Asti
il Delfino di Settime (AT) (Septidelphis morii)
il Delfinide di Belangero (AT)

Dall’opera pia “Clara Michelerio” alla fondazione del Museo Paleontologico

 

La fondazione di questo complesso risale al 1524, per volontà della nobile famiglia astigiana dei Guttuari, su progetto di Vincenzo Seregno, ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano. Negli anni successivi nobili devoti del monastero arricchirono l’edificio ed in particolare il canonico della cattedrale Alfonso Asinari nel 1612 per disposizione testamentaria commissionò le pitture della cappella della chiesa dedicata alla Natività di Nostro Signore. Nella seconda metà del settecento l’edificio delle monache fu ampliato ad opera dell’architetto Giovanni Maria Molino, senza alterare le forme cinquecentesche del cortile del loggiato. Quest’ultimo a due ordini di arcate compartite da pilastri è considerato, insieme al chiostro dei canonici Lateranensi di Santa Maria Nuova, il capolavoro dell’architettura del Cinquecento ad Asti. Della chiesa rimangono visibili da Via Carducci l’abside e la facciata in cotto a due ordini sovrapposti ritmati da lesene, coronate dal frontone triangolare. L’interno oggi suddiviso in due piani, conserva il grande affresco raffigurante la Gloria del Paradiso, opera di Gian Carlo Aliberti (1670-1727), figura di spicco dell’arte barocca astigiana.

Nel settembre 1802, in seguito alla soppressione dei monasteri imposta dalle autorità francesi occupanti, il complesso passò al Demanio Nazionale. Acquistato dal canonico Cerruti grazie alla beneficenza di Clara Michelerio, dal 1862 diventa sede dell’Opera Pia Michelerio. Questo istituto aveva lo scopo di accogliere ed ospitare gli orfani di Asti e del suo circondario, allevarli cristianamente ed insegnare loro un mestiere. L’Opera Pia Michelerio cessa l’attività nel 1971 e nel 1992 mette in vendita l’immobile, ormai in condizioni di abbandono e degrado. Completamente ristrutturato, è oggi diventato la sede dell’Ente Parco Paleontologico Astigiano che gestisce l’attuale Museo Paleontologico, fondato nell’autunno 2013.