Tutela delle aree umide nell’astigiano

Zone umide: ecosistemi per la salvaguardia dell’ambiente

Le zone umide, grandi o piccole, sono ecosistemi a straordinaria biodiversità che svolgono funzioni fondamentali per la salvaguardia del benessere dell’uomo: contribuiscono alla lotta ai cambiamenti climatici ( le torbiere immagazzinano il 30% di carbonio terrestre);  presentano le condizioni ottimali per l’alimentazione, la riproduzione e il rifugio di molte specie ornitiche, rettili, mammiferi ed altri organismi ( il 40% delle specie vive o si riproduce nelle zone umide);  sostengono l’economia (ogni anno si registra un giro d’affari di  47 trilioni di dollari in servizi essenziali nelle zone umide).

Purtroppo le zone umide presentano un’elevata vulnerabilità alle alterazioni ambientali antropiche dovute all’urbanizzazione ed all’agricoltura intensiva. Con l’aumento delle temperature e la diminuzione delle piogge, inoltre,  questi habitat potrebbero scomparire.

Secondo il Segretariato della Convenzione di Ramsar, l’87% delle zone umide del mondo sono andate perse negli ultimi 300 anni a causa delle condizioni ambientali, ecco perchè salvarle dall’estinzione rappresenta obiettivo primario della lotta ai cambiamenti climatici.

PSR 2014-2020, Misura 4 – Operazione 4.4.3 “Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità”

L’operazione sostiene investimenti non produttivi di pubblica utilità, finalizzati alla protezione e all’incremento del potenziale di biodiversità nonché alla tutela, conservazione e valorizzazione degli habitat e delle specie elencate nelle direttive comunitarie 92/43/CEE e 2009/147/CE, effettuati dagli Enti gestori delle aree naturali protette della Regione Piemonte i cui territori ricadono in siti della Rete Natura 2000, individuati ai sensi dell’art. 12 della l.r. 19/2009 “Testo unico sulle Aree naturali e sulla Biodiversità”.

Il Parco paleontologico, grazie a questi finanziamenti ha realizzato il programma: INTERVENTI A TUTELA DELLE SPECIE DELLE AREE UMIDE DELL’ASTIGIANO

Progetto 1 – Conservazione del tritone crestato italiano (Triturus carnifex) nell’Astigiano.
Il progetto interessa le seguenti aree affidate all’Ente di Gestione delle Aree Protette Astigiane:
– Riserva Naturale della Val Sarmassa;
– Parco naturale regionale e SIC (IT 1170001) Rocchetta Tanaro.
Gli interventi attuati sono i seguenti:
Intervento n° 1 – Riserva Naturale della Val Sarmassa
Azioni di ripristino di uno stagno (“Lago Blu”) per renderlo idoneo alla riproduzione degli
Anfibi, in particolare del Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e miglioramento
dell’attiguo habitat forestale terrestre denominato “Bosco Crova”.
Intervento n° 2 – Riserva Naturale e SIC (IT 1170001) Rocchetta Tanaro
Realizzazione di un nuovo stagno idoneo alla riproduzione del Tritone crestato italiano.
Progetto 2 – Conservazione di licena della paludi (Lycaena dispar) in Valmanera.
Il progetto interessa le seguenti aree affidate all’Ente di Gestione delle Aree Protette Astigiane:
– SIC IT1170002 Valmanera, area Pavese;
– SIC IT1170002 Valmanera, Rio Valmanera a monte di Villa Paolina.
Gli interventi attuati sono i seguenti:
Intervento n° 1 – Valmanera, area Pavese
Realizzazione di due nuove piccole zone umide per favorire la presenza e migliorare lo stato di
conservazione della Licena delle paludi (Lycaena dispar), anche tramite l’insediamento della sua
pianta nutrice (Rumex hydrolapatum).
Intervento n° 2 – Valmanera, Rio Valmanera a monte di Villa Paolina.
Consolidamento della zona umida preesistente sul Rio Valmanera mediante la realizzazione di una
briglia in legname e pietrame e il rimodellamento delle sponde.

Tutto il progetto, realizzato dal Parco tra il 2018 e il 2020 ha avuto un costo lordo di circa 244.000 euro di cui il 44% a carico della Comunità europea.

 

Dettagli degli interventi realizzati

Pannelli pittorici di Marco Demaria, naturalista

il Museo dei Fossili resterà chiuso per riposo lunedì 1° Novembre.