Il suo nome nasce dal suo stretto legame con la pianta nutrice, sulla quale e sola deposita le sue uova e si impupa: il Rumex delle sottospecie igrofile (Rumex crispus, Rumex obtusifolius, Rumex hydrolapathum), specie tipiche di ambienti acquitrinosi, stagnanti, “paludosi”.
Questa farfalla presenta una colorazione vivace, differenziata nei due sessi: nei maschi la parte superiore dell’ala è arancione-rame brillante con margini scuri. La femmina presenta una pagina superiore delle ali con margini bruni più estesi e numerose macchie marroni. La pagina inferiore posteriore delle ali è simile per entrambi i sessi, grigio-azzurra con macchie nere e una fascia arancione.
La femmina depone le uova singolarmente o in piccoli gruppi sia sulla faccia superiore che inferiore della foglia della pianta nutrice e queste si schiudono circa 10 giorni dopo essere state deposte. Le uova hanno una particolare forma a rosetta inconfondibile.
La larva appartenente all’ultima generazione sverna alla base della pianta nutrice e si impuperà nella primavera successiva.
La specie presenta un particolare ciclo biologico, la specie infatti vola in 3 periodi:
1° → da metà maggio alla prima settimana di giugno
2° → per tutto il mese di luglio
3° → per tutto il mese di settembre
I maggiori pericoli per questa specie li possiamo attribuire ad una non virtuosa gestione dei sistemi agricoli con pratiche di diserbo chimico, una errata gestione delle riserve d’acqua artificiali e nei processi legati ai cambiamenti climatici.
Infatti, i fattori che minacciano la specie a livello europeo secondo la Red List si possono collegare a:
- dinamiche annuali e pluriennali di gestione dei sistemi agricoli;
- modificazione dei sistemi naturali, soprattutto in ottica di uso e gestione delle acque;
- processi legati al cambiamento climatico, con particolare attenzione ai fenomeni di aumento della siccità che potrebbero portare ad una diminuzione o comunque ad una diversa disponibilità delle risorse idriche.
Lycaena dispar è inclusa nell’Allegato II e nell’Allegato IV della Direttiva Habitat. È inclusa anche in Appendice II (specie strettamente protetta) della Convenzione di Berna. Secondo l’ultimo assesment art.17, il suo stato di conservazione risulta sfavorevole (U1) nella regione biogeografica mediterranea della nostra penisola (rapporto ISPRA 194/2014).
L’azione di individuazione delle piante nutrici e dei siti riproduttivi è di vitale importanza per la conservazione di questa specie di lepidottero che ha subito un forte declino nelle aree umide semi-naturali dalle quali dipende e sopravvive nelle aree risicole.
I siti Rete Natura 2000 Astigiani sono tra i pochi luoghi in cui la specie è ancora presente, per questo motivo ogni anno il Parco monitora i siti riproduttivi e attua azioni di tutela degli habitat.



