28 Set 2026
Con cinque progetti il Parco Paleontologico investe sul futuro delle aree protette
Messa a dimora di alberi, nuove zone umide, recupero degli affioramenti fossiliferi e molto altro
Tre anni per creare nuove zone umide a tutela della biodiversità, piantare alberi e arbusti, sistemare i sentieri, rendere più sicuri i versanti collinari contro il dissesto idrogeologico, valorizzare i siti di interesse paleontologico: è l’impegno a cui sta dando attuazione il Parco Paleontologico Astigiano nelle aree protette del territorio.
“La capacità di progettazione dell’Ente, insieme alla scelta di investire in nuovi piani di azione anche ai fini della fruizione didattica – spiega la presidente Sara Rabellino – è stata premiata dalla Regione attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Si tratta di un risultato particolarmente significativo che ci consentirà di concretizzare interventi che non potremmo mettere in pratica con le nostre sole risorse economiche”.
Con i contributi a fondo perduto che arriveranno, il Parco realizzerà interventi ambientali e strutturali di peso nella Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, a Rocchetta Tanaro (Parco Naturale e Verneto), nei Siti della Rete Natura 2000 Stagni di Belangero e Valmanera (inclusa l’area di Villa Paolina) ad Asti.
Sono cinque i progetti in programma: uno si è da poco concluso (importo 500 mila euro) e porterà all’inaugurazione in Valle Botto dell’affioramento fossilifero Gonella, ricchissimo di conchiglie del Mare Padano: d’ora in poi sarà collegato, attraverso un sentiero di nuova realizzazione con ponticello sul rio Cipollina, al geosito Graziano, ammirato ogni anno da migliaia di visitatori. Più avanti toccherà alla risistemazione dell’affioramento Baloira.
Secondo le linee dei Fesr, gli interventi si concentreranno su biodiversità e dissesto idrogeologico, fenomeno quest’ultimo che, nell’area naturale a due passi da Asti di cui nel 2025 si sono festeggiati i 40 anni, impegnerà il Parco in numerosi e complessi interventi di ingegneria naturalistica finalizzati al consolidamento e ripristino di versanti e corsi d’acqua soggetti a fenomeni di instabilità ed erosione.
L’investimento del Parco sull’ambiente tutelato porterà all’acquisto di aree ad alta valenza naturalistica, lotta alle piante invasive, rafforzamento della tutela di specie rare come il “Cistus salvifoliius” (arbusto perenne dalla bellissima fioritura), sistemazione di aree attrezzate per la sosta.
Lo sforzo di rinfoltimento per aumentare la presenza di piante e arbusti nelle varie aree protette, si concretizzerà nella messa a dimora di circa 600 esemplari autoctoni, nuovi polmoni verdi a beneficio dell’ambiente e del territorio.
Per conservare gli habitat naturali fragili e le specie vulnerabili, nel Parco Naturale di Rocchetta Tanaro si agirà per implementare la presenza, o favorire il ritorno, del tritone crestato e del moscardino, entrambi importanti indicatori di qualità ambientale da tempo monitorati: dagli scavi della terra nasceranno nuove zone umide per il tritone (Fonte Canà) e saranno create, in un ex noccioleto abbandonato da recuperare, le condizioni di vivibilità del moscardino, raro roditore.
Altre zone umide, sempre per la protezione del tritone crestato, nasceranno nel Sito di Valmanera, mentre la riqualificazione ambientale agli Stagni di Belangero punterà a ricostituire l’habitat favorevole alla riproduzione della testuggine palustre autoctona, con immissione di una nuova colonia e il posizionamento di una barriera antiintrusione contro i predatori.
Sempre a Rocchetta, si dedicherà attenzione alla conservazione del Verneto, bosco puro di ontani neri che, a causa degli effetti del cambiamento climatico, sta subendo la riduzione della superficie impaludata e, in zone di prossimità, l’attecchimento di specie arboree esotiche e invasive.
Nella foto: Il Parco di Rocchetta Tanaro
Asti, 26 settembre 2026
